Padre
Antonio Anastasio
Padre
Antonio Anastasio
Come faccio ogni sera
quando la luce del giorno è più sincera
scendo lento le scale
e attraverso il giardino oltre ogni male.
Arrivato al confine della terra e del bene
metto ancora nell’attesa le mie pene.
Da quando sei partito
io guardavo lontano e non ho dormito,
salgo lento le scale
e attraverso la casa, per quel che vale.
Siedo in fronte al camino e ti penso lontano;
figlio, ti sei perduto in questo mondo strano.
Tornerai,
perché il tuo cuore
non se n’è andato.
Dove sei stato,
il tuo peccato
non importa, sai.
Tu volevi da solo
sentirti libero di prendere il sentiero,
sei partito col vento
dentro il sogno del piacere e il sentimento.
Arrivato al confine di ciò che sognavi
mangi una tristezza che non pensavi.
So che sei pentito,
con lo sguardo ed il cuore ti ho cercato,
scendo fino al confine,
la speranza che corre nelle vene.
Ti vedrò da lontano, fermo sull’orizzonte,
conterò i tuoi passi fra le ombre.
Tornerai,
perché il tuo cuore
non se n’è andato.
Dove sei stato,
il tuo peccato
non importa, sai.
Tornerai,
perché il tuo cuore
non se n’è andato.
Sei ritornato,
il tuo peccato
già non importa, sai.